Nutrizionista, dietologo o dietista?

NUTRIZIONISTA, DIETOLOGO O DIETISTA? UN PO’ DI CHIAREZZA

By: | Tags: , , , | Comments: 0 | giugno 18th, 2019

Quando abbiamo bisogno di un parere professionale sull’alimentazione a chi possiamo rivolgersi? Nutrizionista, dietologo o dietista? Come facciamo a scegliere?

 

Mangiare è l’azione più naturale di questo mondo. È un gesto che impariamo a ripetere più volte al giorno, fin dalla nascita, e che spesso compiamo in modo poco ragionato e responsabile, senza pensare alle conseguenze che una dieta sbilanciata potrebbe avere sulla nostra salute e sul nostro benessere. Ma una volta compresa l’importanza di una corretta alimentazione nella nostra vita, è facile capire perché il mondo scientifico stia dando così tanta attenzione a questo aspetto e vi dedichi studi sempre più approfonditi.

Fortunatamente anche nel sentire comune si sta via via acquisendo maggiore consapevolezza sull’impatto della dieta sulla nostra salute. Purtroppo però, se da un lato è un bene che le persone facciano maggiore attenzione a cosa mettono nel piatto, dall’altro la complessità della materia può portare a fare errori grossolani oppure a prestare fede a voci di corridoio e a sedicenti “esperti” che in realtà non hanno le conoscenze e le competenze specifiche nel campo della nutrizione.

Ogni volta che un campo ha successo e diventa di interesse comune, si fa avanti tutta una serie di personaggi che, per superficialità o per voglia di soldi, mettono bocca in cose di cui hanno conoscenze molto vaghe o addirittura non sanno nulla. Per proteggersi dai danni di eventuali truffe o di informazioni sbagliate, è bene sapere quali sono le figure professionali che l’ordinamento italiano riconosce per legge come legittimate a occuparsi di nutrizione e alimentazione: biologo nutrizionista, dietologo o dietista.

 

A volte, per seguire uno stile di vita sano basta solo un po’ di buon senso. Ma se continuate a fare diete e non riuscite a dimagrire, oppure riprendete immediatamente i chili persi, significa semplicemente che state sbagliando qualcosa e che dovreste farvi aiutare da un professionista per capire dove si trova l’errore. Un aiuto professionale è tanto più necessario quando ci si trova in una condizione particolare della propria vita: ad esempio, chi fa sport a livello agonistico, le donne in gravidanza o chi soffre di una qualche patologia.

Vediamo ora nel dettaglio quali sono le differenze tra queste tre figure professionali e cosa possiamo aspettarci da ognuna.

 

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DIETOLOGO

Il dietologo ha una laurea in Medicina e Chirurgia con una specializzazione in Scienze dell’Alimentazione. In quanto medico, oltre a elaborare un piano alimentare, ha la facoltà di fare diagnosi, accertare la presenza di patologie e prescrivere esami e farmaci per eventuali terapie.

Il suo campo di interesse sono i disturbi e le malattie legate all’apparato digerente, come colite, gastrite, reflusso, sindrome del colon irritabile, morbo di Crohn, intolleranze e allergie. In questo caso, il piano alimentare si configura come mirato ad aiutare il paziente a migliorare la propria patologia e ad affrontare la sintomatologia a essa legata.

 

DIETISTA

Il dietista è un tecnico sanitario, con una laurea triennale in Dietistica. Generalmente lavora a stretto contatto con i medici e mette in pratica le indicazioni dietetiche prescritte dal medico per i pazienti che seguono una terapia. Ha conoscenza della composizione dei cibi, dei loro abbinamenti e dei processi metabolici implicati, può quindi lavorare nel campo dell’igiene alimentare, della ristorazione collettiva e delle aziende del settore alimentare e può dedicarsi a un’attività educativa e di informazione sui corretti stili di vita nutrizionali.

Non essendo medico, non ha la facoltà di fare diagnosi o prescrivere farmaci.

 

NUTRIZIONISTA

La figura del nutrizionista, o meglio del biologo nutrizionista, è la più complessa fra le tre perché può nascondere percorsi formativi e professionali diversi. Per esercitare questa professione è necessario superare un Esame di Stato che permette di iscriversi all’Ordine Nazionale dei Biologi nella sezione A. Il nutrizionista ha quindi necessariamente una laurea in Biologia, anche se questa può non bastare a fornire tutte le conoscenze necessarie. Per questo motivo stanno sempre più prendendo piede lauree specifiche in Scienze dell’alimentazione e della nutrizione umana. A questo corso di laurea possono accedere, oltre ai biologi, farmacisti, dietisti e medici.

Il biologo nutrizionista ha una approfondita conoscenza degli alimenti e della loro interazione con l’organismo da un punto di vista chimico e microbiologico. È in grado di valutare i bisogni energetici e nutritivi del paziente ed elaborare conseguentemente un piano alimentare adeguato. Come il dietista, non può prescrivere farmaci, ma può collaborare con medici occupandosi dell’aspetto dietetico nel caso di accertate situazioni patologiche. Ma tra le tre figure, quella del nutrizionista è forse quella meno legata alla risoluzione di malattie e più incentrata su un concetto generale di benessere e sull’utilizzo dell’alimentazione come strumento per migliorare il proprio stile di vita.

Nella pagina “chi sono” troverete informazioni sulla mia scelta di diventare nutrizionista e sulla visione che ho di questo lavoro.

 

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NUTRIZIONISTA, DIETOLOGO O DIETISTA: QUALE PROFESSIONISTA SCEGLIERE?

Non c’è una risposta giusta in assoluto. A volte la differenza la fa il professionista e non la professione.

Il campo dell’alimentazione è piuttosto complesso e in continua evoluzione. C’è bisogno di persone che si mantengano costantemente informate sugli ultimi sviluppi e scoperte. Buona norma quindi è controllare il percorso professionale e l’esperienza della persona che vi dovrebbe seguire: master, specializzazioni, corsi di aggiornamento, opinioni degli altri pazienti.

C’è poi una cosa importante da considerare: l’aspetto umano. Un buon professionista ha buone capacità comunicative ed empatiche, si mette nella condizione di ascoltare e accogliere i bisogni del paziente, sa conquistare la sua fiducia e modellare un percorso alimentare in accordo non solo con i suoi obiettivi, ma anche con le sue esigenze e fragilità.

 

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